Superbonus 2026, il commercialista Luigi D'Amore invita alla prudenza
Crediti fiscali e superbonus nel 2026. Il commercialista napoletano Luigi D’Amore: “Agire con prudenza per evitare rischi”
Nato per incentivare l'efficientamento energetico degli edifici, il Superbonus 110%, ha generato una scia di compravendita di crediti fiscali. Nonostante sia stato drasticamente ridimensionato, proseguirà anche nel 2026. Molte imprese e istituti finanziari continuano infatti a scambiarsi i crediti d’imposta maturati con i bonus edilizi negli anni scorsi. Questo mercato secondario dei crediti costituisce ancora una fonte di liquidità per le aziende, ma richiede ora più che mai massima prudenza e verifiche rigorose.
"La figura del commercialista diventa cruciale per supportare l’impresa e metterla al riparo da brutte sorprese", evidenzia il dott. Luigi D’Amore, partner dello Studio D’Amore & Partners, realtà con oltre 30 anni di esperienza nel settore, con sede a Napoli. "La compravendita dei crediti fiscali offre liquidità alle aziende, ma nasconde insidie: prima di acquistare un credito occorre verificarne con rigore la bontà, la tracciabilità e tutta la documentazione. Solo così l'azienda può avere la certezza che il credito sia legittimo e utilizzabile senza rischi".
Il commercialista, come sottolinea D’Amore, deve svolgere due diligence approfondite su ogni credito oggetto di cessione, controllare che il credito derivi da lavori effettivamente eseguiti e certificati, accertare che non sia già stato utilizzato o bloccato dall’Agenzia delle Entrate, e verificare che tutti i requisiti normativi siano soddisfatti.
“In mancanza di queste verifiche – avverte il professionista – l’impresa acquirente può incorrere in problematiche di tipo non solo amministrativo e fiscale ma anche penale. Chi compra il credito risponde in solido con il cedente in caso di utilizzo indebito e se il credito comprato era fittizio o non spettante, sarà l’acquirente a doverne pagare le conseguenze. In sintesi, le imprese possono ancora beneficiare della cessione dei crediti maturati, ad esempio, con gli ultimi cantieri agevolati avviati in tempo utile, o con altri bonus edilizi ordinari prorogati in forma ridotta. L’epoca delle facili cessioni però è terminata e ogni credito fiscale va passato al setaccio”