Recale: cane aggredisce un barboncino e la sua padrona

Un bull terrier al "Dog Park" di Recale ha aggredito Leo Mare, barboncino di quasi due anni e la sua padrona. "Nessun cane nasce pericoloso, ma diventa problematico quando non viene guidato" dice l'esperta, Lucia Daniele.

Recale: cane aggredisce un barboncino e la sua padrona

Una tranquilla domenica pomeriggio al parco, con il proprio cagnolino, quattro passi e una passeggiata all'aria aperta. Relax per i padroni e un po' di gioco per gli amici a quattro zampe. Era questo l'intento della padrona di Leo Mare, mentre si dirigeva al "Dog Park" di Recale con il cagnolino in braccio.

Leo, un barboncino color particolar red, di quasi due anni, è ormai una mascotte casertana. Mentre si accingeva ad entrare con il barboncino in braccio, la ragazza ha notato un bull terrier correre verso di lei, lo stesso le ha azzannato uno stivale, trascinando in giù le zampe posteriori di Leo, mordendolo ferocemente. Nonostante i richiami del padrone, il cane continuava ad azzannare il sedere del barboncino. Dopo vari tentativi del padrone, è riuscito a staccare fisicamente, con le mani il muso del bull terrier che continuava ad azzannare Leo.

Il proprietario, successivamente è andato via, senza rilasciare alcuna notizia. Dopo il terrore, la corsa a Nola presso il pronto soccorso della clinica veterinaria "NolaVeT". Il piccolo barboncino ha riportato dei tagli molto profondi da morsi sulla zampa posteriore e sul sedere, che hanno richiesto alcuni punti di sutura.

Otto giorni di cura antibiotica, e riposo per il piccolo Leo, che ha avuto un grande spavento assieme alla sua padrona, che fortunatamente non ha riportato gravi ferite, ma dolore e gonfiore alle braccia, poteva andare peggio per lei: lo stivale rigido ha fatto "da scudo".

 Abbiamo chiesto un commento a Lucia Daniele, educatrice cinofila e formatrice cinofila.

"I fattori che possono determinare episodi di aggressione sono svariati: scarsa socializzazione, mancata lettura dei segnali comunicativi tra cani, frustrazione, stress, gestione inadeguata in contesti pubblici, situazioni percepite come minacciose.

Nessun cane nasce pericoloso, ma diventa problematico quando non viene guidato correttamente in modo tale da ricondurlo ad una corretta gestione da parte dei proprietari.

La responsabilità è sempre e comunque dell'essere umano, che ha il dovere di conoscere le caratteristiche del proprio cane e di essere in grado di gestirlo in sicurezza sopratutto in ambienti pubblici". 

Questa vicenda ha causato tanto spavento, poteva avere però un epilogo diverso, il monito dell'educatrice cinofila, Daniele, deve essere ben presente nella mente e nella vita quotidiana di tutti i proprietari di animali domestici,  che non nascono pericolosi, ma necessitano di cure e attenzione. Il buon senso deve guidare tutti,  per evitare situazioni spiacevoli.

• PER TUTTE LE NOTIZIE SU ASTRA NEWS CLICCA QUI

• SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK E SU INSTAGRAM