Pesca, Coldiretti: “Tagli UE affondano la flotta italiana”
Coldiretti Pesca lancia l’allarme: i tagli proposti dalla Commissione UE alle giornate di pesca metterebbero in crisi la flotta italiana, le imprese costiere e l’intera filiera. Mobilitazione a Bruxelles il 18 dicembre.
Il taglio di due terzi delle giornate di pesca sarebbe un colpo mortale alla flotta italiana, l’ennesimo inferto al settore da una Commissione europea percepita come sempre più distante dalla realtà quotidiana delle imprese. A denunciarlo, alla vigilia del Consiglio Agrifish a Bruxelles, è Coldiretti Pesca, che lancia un appello urgente per fermare una proposta definita pericolosa e irragionevole.
Secondo Coldiretti, l’esecutivo guidato da Ursula Von Der Leyen rischia di cancellare anni di sacrifici e investimenti dei pescatori italiani sul fronte della sostenibilità, maturati attraverso chiusure di aree, zone interdette e misure di tutela ambientale rispettate dal settore. I tagli annunciati appaiono infatti particolarmente pesanti:
–64% per la pesca a strascico e –25% per i palangari nel Tirreno;
–12% per la pesca demersale in Adriatico;
–10% per i pelagici;
ulteriore stretta sulle catture dei gamberi di profondità in Levante, Stretto di Sicilia e Mar Ionio.
Misure che metterebbero a rischio la sopravvivenza di centinaia di aziende e l’economia delle comunità costiere, oltre a compromettere l’accesso dei consumatori al pescato italiano fresco e controllato. A rendere il quadro ancora più preoccupante è l’aumento della dipendenza dall’estero: secondo Coldiretti Pesca, negli ultimi quarant’anni il fabbisogno importato è passato dal 30% all’85%.
Nella stessa direzione critica va la scelta della Commissione UE di ridurre drasticamente le risorse destinate alla filiera: dai precedenti 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi, con un taglio netto del 67%. Una decisione giudicata «folle» da Coldiretti, che annuncia una mobilitazione dei pescatori italiani per il 18 dicembre a Bruxelles, al fine di denunciare quello che definiscono un attacco ideologico guidato da un estremismo ambientalista privo di logica e lontano dalle esigenze produttive.
La filiera della pesca italiana – conclude Coldiretti – conta circa 12mila imbarcazioni e genera un giro d’affari di poco inferiore ai 750 milioni di euro, un patrimonio economico e sociale che rischia di essere compromesso da scelte considerate insostenibili per il comparto.