OraSì Ravenna–Paperdi Juvecaserta, il commento: lezione per crescere
La Paperdi Juvecaserta cade a Ravenna 77-74 dopo aver guidato a lungo la gara. Prima sconfitta del 2026 per i bianconeri, decisa nel finale.
La prima sconfitta del 2026 arriva nel modo più doloroso: dopo quaranta minuti di controllo, sacrificio e qualità, la Paperdi Juvecaserta cede nel finale sul parquet di Ravenna e perde non solo l’imbattibilità, ma anche il primato in classifica. Un ko che pesa più per come matura che per il risultato in sé.
La squadra di Lardo aveva interpretato la gara con personalità, andando oltre le difficoltà di rotazione e costruendo una prova che, per lunghi tratti, è stata di alto livello tecnico e mentale. Il largo margine accumulato nel primo tempo non è stato casuale, ma figlio di una pallacanestro efficace su entrambi i lati del campo: difesa intensa, presenza a rimbalzo e un attacco capace di muovere la palla trovando sempre la soluzione migliore.
Personalità e controllo per oltre trenta minuti
Juvecaserta ha dato l’impressione di avere in mano l’inerzia del match per gran parte della gara. La fisicità di Radunic, la leadership di D’Argenzio e l’impatto complessivo del quintetto hanno permesso ai bianconeri di gestire i momenti chiave, respingendo ogni tentativo di rientro di Ravenna e chiudendo il terzo periodo ancora avanti nel punteggio.
Il peso delle rotazioni e il cambio di inerzia
Nel quarto periodo, però, la gara cambia volto. L’OraSì alza l’intensità difensiva, trova continuità dall’arco e sfrutta al massimo ogni errore o esitazione. Qui emergono inevitabilmente i limiti di una rotazione corta, soprattutto in termini di freschezza e lucidità nei possessi decisivi.
Caserta fatica a trovare soluzioni semplici, perde un po’ di fluidità offensiva e concede a Ravenna la possibilità di accendersi emotivamente. Il parziale subito è pesante, ma non definitivo, perché la Paperdi ha il merito di restare aggrappata alla partita con orgoglio e carattere.
Un finale che lascia amarezza
Il rientro fino al -1 negli ultimi possessi è il segnale di una squadra che non smette di crederci, ma il finale diventa frammentato, spezzettato e segnato da episodi che fanno discutere. Al di là delle decisioni arbitrali, resta la sensazione di una partita scivolata via più per dettagli che per reali differenze di valore.
Ravenna sfrutta meglio gli ultimi momenti, capitalizza dalla lunetta e porta a casa una vittoria che premia la tenacia, mentre Caserta resta con il rimpianto di non aver chiuso una gara che, per lunghi tratti, aveva saputo interpretare nel modo giusto.
Una sconfitta che non ridimensiona il percorso
La vetta sfuma, l’imbattibilità si interrompe, ma l’identità resta. E in un campionato lungo e competitivo, la vera forza sarà trasformare questa sconfitta in esperienza.
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