Napoli–Milan 2-0: Neres ed Højlund guidano gli azzurri in finale

Napoli–Milan 2-0, semifinale Supercoppa Italiana: Neres sblocca, Højlund chiude. Azzurri in finale dopo una gara intensa e cinica.

Napoli–Milan 2-0: Neres ed Højlund guidano gli azzurri in finale
Photocredit SSC Napoli

Il Napoli si prende la notte che conta e stacca il pass per la finale di Supercoppa Italiana. Non è una gara spettacolare, non è una partita pulita, ma è una semifinale vera: intensa, nervosa, spezzettata, decisa dagli episodi e dalla qualità di chi sa colpire quando serve.

L’avvio è di marca rossonera. Il Milan parte meglio, con più aggressività e presenza nella metà campo azzurra. Al 5’ un fallo laterale in zona offensiva diventa improvvisamente pericoloso: Estupiñán rimette lungo, Pavlovic si inventa una rovesciata che favorisce Loftus-Cheek, ma Milinković-Savić legge tutto in anticipo e chiude lo specchio con un’uscita decisiva. È il primo segnale di una partita che non concede pause.

Il Milan insiste. Al 16’ Tomori pesca Nkunku con un cross profondo, il francese fa sponda, Rrahmani prova ad allontanare ma la palla resta lì: Saelemaekers ha spazio e tempo, ma spreca calciando altissimo da posizione invitante. Il Napoli soffre, ma resta dentro la partita.

Gli azzurri rispondono al 22’. Politano disegna un corner velenoso, Maignan esce male, perde il pallone urtando due compagni e spalanca una possibilità enorme. Rrahmani raccoglie e scarica per Elmas, che però non inquadra la porta. È il preludio a una gara che si decide sui dettagli.

Alla mezz’ora sale in cattedra Højlund. Al 32’ il danese addomestica un lancio lungo, punta l’uomo e serve McTominay che arriva a rimorchio: il tiro di prima intenzione dello scozzese esce di poco. Il Napoli cresce, ma il Milan resta pericoloso. Al 34’ azione manovrata rossonera, cross di Saelemaekers e deviazione di Rabiot che sfila alta. Tre minuti dopo, sugli sviluppi di un corner azzurro, il Milan riparte a campo aperto in superiorità numerica: Saelemaekers serve Nkunku, che però spreca ancora calciando alto.

La partita sembra bloccata, poi arriva l’episodio che la rompe. Minuto 39: Spinazzola trova Højlund in area, il danese protegge palla da posizione defilata e mette un cross basso e teso. Maignan si tuffa, tocca, ma sbaglia: la palla resta lì, Neres è il più lesto di tutti e a due passi firma l’1-0 in tap-in. Il Napoli colpisce nel momento migliore.

Prima dell’intervallo è ancora Højlund a creare scompiglio. Al 46’ Elmas guida una ripartenza perfetta e serve il numero 19, che sfida De Winter, si sposta il pallone sul mancino e calcia forte sul primo palo. Maignan respinge. Il primo tempo si chiude così: Napoli avanti 1-0, gara combattuta, tante occasioni ma poca precisione sotto porta.

La ripresa si apre con un Napoli più sicuro dei propri mezzi. Al 53’ Politano e Neres combinano sulla fascia, il cross dell’olandese attraversa l’area, McTominay manca lo stop ma la palla arriva al limite: Rrahmani carica il destro, il tiro è potente e angolato, Maignan deve superarsi per deviare.

Il Milan prova a restare aggrappato alla partita, ma il Napoli ha imparato a colpire in verticale. Al 63’ Spinazzola inventa un filtrante lungo perfetto per Højlund. Il danese attacca la profondità, vince ancora il duello con De Winter e, da posizione defilata, scarica un destro chirurgico sul secondo palo. È un colpo da biliardo, con una lieve deviazione dello scarpino di Maignan che non basta: 2-0 e partita che cambia volto.

Da lì in avanti il match diventa nervoso, spezzettato, con pochi spazi e tanta tensione. Il Napoli gestisce, il Milan prova ad alzare il ritmo ma senza lucidità. All’86’ gli azzurri sfiorano il tris in contropiede: Gutierrez cambia campo con una giocata perfetta, Neres appoggia per McTominay che però spara altissimo, sprecando il colpo del ko definitivo.

Zufferli concede sette minuti di recupero, lunghissimi per il Napoli, rapidissimi per il Milan. Ma non succede più nulla di realmente pericoloso. Solo nervi tesi, falli, attese. Al triplice fischio può partire la festa: il Napoli è in finale di Supercoppa Italiana, come avrebbe già meritato con il vecchio regolamento.

Ora resta solo da attendere l’altra semifinale, Bologna–Inter. Il Napoli intanto ha fatto il suo: partita sporca, concreta, da squadra che sa quando soffrire e quando colpire. E in una notte così, il nome che resta inciso è ancora quello di Rasmus Højlund, trascinatore silenzioso di una squadra che guarda avanti senza paura.