Napoli corsaro a Marassi: 3-2 al Genoa tra errori e cuore

Azzurri in emergenza, avanti due volte e colpiti dagli episodi: Hojlund decide su rigore al 95’ e tiene vivo il sogno scudetto.

Napoli corsaro a Marassi: 3-2 al Genoa tra errori e cuore
Photocredit SSC Napoli

Genoa–Napoli è una di quelle partite che raccontano una stagione.
La 24ª giornata di Serie A mette gli azzurri davanti a un’altra prova di resistenza, nel pieno di un’emergenza che sembra non concedere tregua. Una settimana fa al Maradona è arrivata una vittoria di carattere contro la Fiorentina, oggi il banco di prova si chiama Marassi, contro un Genoa vivo, aggressivo, frizzante, che con De Rossi ha ritrovato identità e coraggio. I rossoblù arrivano dalla sconfitta dell’Olimpico maturata solo al 100’, ancora ferita aperta.

La partita si accende subito, nel modo peggiore per il Napoli.
Passano pochi istanti e Buongiorno sbaglia un retropassaggio sanguinoso verso Meret. Vitinha è più rapido di tutti, anticipa il portiere che lo atterra. In un primo momento è rimessa dal fondo, ma il VAR richiama Massa: è rigore, con ammonizione per Meret. Dal dischetto Malinovskyi sceglie la soluzione centrale e non sbaglia. Dopo un minuto è già 1-0 Genoa.

Il Napoli accusa il colpo ma prova a rimettersi in ordine.
Al 12’ McTominay è il primo a suonare la carica, calciando alto dopo un disimpegno errato dei padroni di casa. È il segnale che gli azzurri sono vivi.

Al 20’ arriva il pareggio.
Elmas serve McTominay al limite: lo scozzese calcia, Bijlow respinge in modo imperfetto e sulla ribattuta Højlund è il più lesto di tutti a ribadire in rete. È 1-1, il Napoli torna in partita.

Nemmeno il tempo di rimettere il pallone al centro che gli azzurri completano la rimonta.
Al 21McTominay riceve da Rrahmani, salta Malinovskyi e lascia partire una conclusione potentissima dalla lunga distanza che si infila all’incrocio. Un gol splendido, che gela il Marassi: 1-2 Napoli.

Il Genoa non si disunisce.
Al 39’ Malinovskyi ci prova ancora dalla distanza, Meret si distende e devia in corner. Poco dopo Norton-Cuffy tenta la conclusione, senza trovare lo specchio.

Si va all’intervallo dopo un primo tempo intenso, con il Napoli capace di ribaltare l’inerzia ma con la sensazione di una gara ancora apertissima.

La ripresa si apre nel segno degli errori.
Al 57’ Buongiorno, in evidente difficoltà, perde un altro pallone sanguinoso sotto il pressing di Colombo. L’attaccante avanza e davanti a Meret non sbaglia, incrociando sul secondo palo: 2-2. Il difensore azzurro scoppia in lacrime, immagine che racconta tutta la tensione del momento.

Il Napoli prova a reagire subito.
Al 62’ Juan Jesus pesca Spinazzola con un lancio lunghissimo, l’esterno mette in mezzo per Gutiérrez che trova la ribattuta di Bijlow. Sulla respinta Lobotka non riesce a inquadrare la porta.

La partita si spezzetta.
Il Genoa cresce di intensità, il Napoli abbassa i ritmi cercando di gestire.
Dieci minuti più tardi Giovane trova ancora Spinazzola, che calcia fuori da buona posizione.

Al 76’ un altro episodio pesa come un macigno.
Juan Jesus, già ammonito, trattiene Ekuban e viene espulso. Napoli in dieci uomini nel momento più delicato della gara.

Nel finale gli azzurri si abbassano e difendono con ordine.
Il Genoa prova a spingere ma non riesce a creare vere occasioni da gol. Quattro i minuti di recupero concessi.

Al 92’ l’episodio che decide tutto.
Vergara riceve in area, finisce a terra dopo il contatto con Cornet.
In un primo momento si lascia correre, poi Massa viene richiamato al VAR. Dopo la revisione arriva la decisione: calcio di rigore per step on foot.

Sul dischetto va Højlund.
La conclusione non è impeccabile, Bijlow tocca il pallone, ma non basta: è 2-3 Napoli al 95'.
Un gol che spezza una partita che sembrava destinata al pareggio e che consegna agli azzurri una vittoria pesantissima.

Triplice fischio a Marassi.
Il Napoli vince soffrendo, tra errori, nervi e sacrificio. Non è stata una gara pulita, né semplice, ma è una di quelle vittorie che tengono vivi i sogni. Gli azzurri continuano a crederci, continuano a restare aggrappati all’orbita scudetto, sapendo che ogni passo, da qui in avanti, pesa come un macigno.