Tutto torna! Nuove acquisizioni e restituzioni alle collezioni della Reggia di Caserta

Rientrano in sede alcune opere e manufatti artistici di pregio e presentate con la mostra "Tutto torna"

Tutto torna! Nuove acquisizioni e restituzioni alle collezioni della Reggia di Caserta
Fonte: Reggia di Caserta

La mostra casertana nello scenografico palazzo reale documenta — in maniera estremamente parziale rispetto all’immensa mole di opere disperse appartenute al patrimonio borbonico casertano — il ritorno nella loro sede originaria di alcune opere e manufatti artistici di pregio. In tempi ormai lontani diversi oggetti furono trasferiti in altre sedi, perché ceduti definitivamente o temporaneamente a altri enti (ad esempio la Prefettura, la Questura e l’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta) o a istituzioni museali (quali Capodimonte, San Martino, Portici).

Un mare magnum di materiale di svariata provenienza, committenza ed epoca, parte del quale fu ingiustamente trasferito in palazzi reali limitrofi perché considerato come bene di una stessa famiglia, distribuito attraverso le proprie lussuose residenze e difficilmente ritornato nel suo contesto originario dove in un tutt'uno imprescindibile con l'architettura, il mobilio, gli oggetti d'arredamento acquistò un significato preciso, un significato a volte “altro”.

Dalla Prefettura di Caserta proviene il grande quadro “Cimabue scopre le abilità di Giotto” esposto nella mostra odierna e presentato all’Esposizione borbonica del 1848.  Seguendo i grandi esempi medievali, all’ombra di una grande quercia il vecchio Bondone con la cornamusa appare pensieroso e guarda Cimabue incappucciato che regge con la mano sinistra la cartella di lavoro e con l’altra mano tocca la spalla del giovane adolescente Giotto che ha disegnato su una pietra due pecore. Molto bella è la ricca cornice di legno dorato e decorato con motivi floreali, intervallati da conchiglie agli angoli e al centro di ogni lato. L’autore di questa opera è Tommaso de Vivo, un pittore originario di Orta di Atella dove nacque nel 1790 e nella mia tesi di dottorato si ricostruiscono ben nove sue opere nelle collezioni casertane.

In Prefettura a Caserta ci sono altre opere che anni addietro furono trasferite per motivi principalmente di mero arredo e il visitatore le può ammirare recandosi nelle Giornate FAI all’ex palazzo Acquaviva. Ancora in Prefettura dal 1984 è, a titolo esemplificativo, la grande tela raffigurante Carlo di Borbone che dichiara guerra agli Austriaci. Re Carlo ha la spada sguainata, accanto a lui Maria Amalia lo tiene per mano, mentre davanti al trono vi sono nobili in atteggiamento implorante e soldati con la bandiera del Regno delle Due Sicilie. È firmato “Achille Iovane F (fecit)”, pittore di cui si hanno notizie dal 1837 al 1855, originario di Torre Annunziata e lì attivo nelle Basiliche di Santa Maria La Neve e Santo Spirito. Si tratta di un racconto visivo di un momento decisivo per la conquista del Regno delle due Sicilie oltre che di un panegirico post Restaurazione della dinastia borbonica. Un gradito ritorno a Caserta è rappresentato dalla serie di ritratti borbonici con la coppia di ovali raffiguranti il re Carlo di Borbone e la regina Maria Amalia di Sassonia, trasferiti nel 1951 al Museo di Capodimonte, e i due ritratti di Ferdinando IV e Maria Carolina d’Asburgo. Questi ritratti esposti alla pubblica fruizione alla mostra completano la genealogia borbonica già presente nella Pinacoteca del museo casertano.

La mostra intende valorizzare anche manufatti artistici, a torto considerati minori, e occultati da tempo come il prezioso centrotavola con vedute dei Palazzi Reali di Napoli, Capodimonte e Caserta, realizzato da Raffaele Giovine.

Una campagna di acquisti

Il palazzo reale ha avviato anche una interessante politica di acquisto di opere che possano far comprendere a pieno la genesi e l’evoluzione decorativa di rilevanti ambienti reali. Interessanti, infatti, in tal senso sono i bozzetti raffiguranti la Prosperità e la Forza per la volta della Sala di Alessandro e l’Apoteosi della dinastia borbonica (opera di Fedele Fischetti del 1772) documento visivo del progetto originario di decorazione della volta della Sala del Baciamano – l’attuale Sala del Trono – di Luigi Vanvitelli. Il dipinto è stato acquistato presso la casa d’aste Kunsthaus Lempertz di Colonia grazie al finanziamento della Direzione Generale Musei. L’ultima acquisizione in ordine di tempo è lo studio preparatorio per gli affreschi della volta del Gabinetto degli Stucchi della regina Maria Carolina, è stato acquistato presso la galleria Pandora Old Master Paintings di New York.

 

“Alla ricerca di identità culturale”

La mostra Tutto torna! Nuove acquisizioni e restituzioni alle collezioni della Reggia di Caserta è, secondo le parole della direttrice Maffei, “testimonianza dell’impegno del Museo nell’accrescere il proprio patrimonio e nel promuoverne la conoscenza e il godimento, nell’ottica di una continua ricerca del legame tra gli oggetti e l’identità culturale della residenza reale”. E ci auguriamo sia proprio così, alla ricerca di quella comune identità culturale di una provincia spesso ingiustamente provata da continui soprusi e manomissioni.

 

Tutto torna! Nuove acquisizioni e restituzioni alle collezioni della Reggia di Caserta.

Ti propongo di visitare la mostra di opere d’arte nelle retrostanze della sala del trono della Reggia di Caserta e di mandarci un tuo commento su quest’evento.

INFO: L’esposizione sarà visitabile fino al 24 novembre negli orari di ordinaria apertura degli Appartamenti reali (le domeniche e i giorni festivi sarà aperto dalle 9.15 alle 12.45 e dalle 14.15 alle 17.45), con biglietto/abbonamento al Museo.