Onofrio Buccini, l’artista che ha scolpito la statua di Luigi Vanvitelli a Caserta
Ricorre quest’anno il bicentenario della nascita dell’artista marcianisano Onofrio Buccini, colui che scolpì la maestosa statua del grande architetto che progettò e diresse i lavori della famosa reggia di Caserta.
Il Buccini nato a Marcianise il 18/dicembre/1825, sin da ragazzino mostrò di possedere un’indole per l’arte, figlio di un maniscalco (veterinario) Raffaele e di Maddalena Amato, non potendosi permettere gli studi artistici fu sovvenzionato con diverse borse di studio dalla Congrega di Carità di Marcianise, diretta all’epoca dai fratelli Pasquale e Gianbattista Novelli.
Fu avviato prima agli studi umanistici da un suo zio che viveva a Caserta e poi mandato a studiare a Napoli presso l’accademia di Belle Arti. Onofrio entro’ all’Accademia come incisore, pittore, ma alla fine fu affascinato dalla scultura, così mise da parte i pennelli e decise di usare gli scalpelli, per modellare busti e statue.
L’accademia giustamente ti dava l’imput per intraprendere una carriera da scultore, ma le ossa bisognava farsele in una vera e propria bottega di scultura.
A Napoli erano molte le botteghe più o meno famose che avevano sfornato tanti bravi artisti che avevano lavorato per i reali Borbone, sia nella città di Napoli che nella reggia di Caserta con le innumerevoli statue che abbelliscono tutt’ora sia il parco che gli interni del maestoso palazzo. Lui voleva a tutti i costi entrare nella famosa bottega del maestro Antonio Cali’ un noto scultore di origini siciliane che era stato allievo del grande Antonio Canova mentre lavorava a Roma per diverse sculture nella fabbrica di San Pietro. Canova poi giunse a Napoli seguito dal suo allievo Cali’ incuriosito anche dai ritrovamenti degli scavi di Pompei promossi dai reali napoletani, fu proprio da questi scavi che la corrente artistico letteraria del neoclassicismo ebbe un grande impulso (la scultura delle “tre grazie” del Canova gli fu ispirata da un affresco presente negli scavi della città di Pompei).
Nel 1824 moriva il grande artista veneto che aveva lavorato per reali di quasi tutta Europa: Italia, di Francia, Austria, Inghilterra, Russia, Stato Pontificio e i Borbone di Napoli, ma l’anno successivo nasceva a Marcianise (Ce) nel 1825 Onofrio Buccini.
Cali’ apre bottega a Napoli e il Buccini su raccomandazione dal fratello del maestro siciliano, così fu assunto nella bottega dove ebbe modo di completare la sua formazione artistica. Onofrio nella sua carriera produsse molte opere circa 200 , tra le più importanti abbiamo: il monumento di Gian Battista Vico nella villa Comunale di Napoli, il gruppo della Sirena Partenope che fu prima collocata davanti alla vecchia stazione borbonica di Napoli e poi trasferita a piazza Sanazzarro , la Statua della Carità a Marcianise 1877, la statua di Vanvitelli a Caserta 1879 e tante altre sculture e busti di personaggi importanti dell’epoca.
L’architetto Salvatore Costanzo di Marcianise ha pubblicato due libri molto interessanti sulla vita e le opere di Buccini; il secondo pubblicato proprio quest’anno, delinea meglio la sua formazione artistica, influenzata sia dal suo maestro Cali’, che principalmente dalla scultura neoclassica di Antonio Canova. Buccini lo possiamo annoverare tra gli ultimi scultori neoclassici che avevano iniziato ad affacciarsi anche ad nuova corrente artistico-letteraria, cioè quella del Verismo…Verismo che secondo me a Napoli era già presente nella scultura dei tanti personaggi del presepe napoletano.
Parliamo della statua del Vanvitelli situata al centro della piazza omonima a Caserta: una statua bella e imponente che raffigura il grande architetto che con sguardo fiero, mostra all’osservatore, al turista, col suo braccio teso e punta l’indice sulla sua grande creatura, la famosissima Reggia di Caserta.
Sembra dicesse: ammirate la mia opera!
Il Buccini è stato molto bravo ed apprezzato da quasi tutti (sì quasi, perché anche all’epoca non mancavano scultori invidiosi che avrebbero voluto realizzare l’opera), possiamo apprezzare la sue capacità nel modellare la statua, dando al Vanvitelli un aspetto bello e fiero; poi quel braccio teso a 90* con un grado di difficoltà notevole in quanto il peso avrebbe potuto farlo spezzare, e poi i simbolismi che ha saputo inserire nella statua ( la mappa- progetto tra le mani, il capitello ai suoi piedi eccetera).
Marcianise vuole omaggiare il grande scultore in occasione del bicentenario della nascita con una mostra aperta a tutti gli artisti locali, giovani e meno giovani, nei giorni 6/7/8 dicembre di quest’anno, una mostra dove ognuno può partecipare con un’opera di scultura, pittura, grafica o fotografica, che rappresenti un lavoro del maestro marcianisano che si è distinto negli ambienti di terra di lavoro, napoletani ed oltre.
Nicola Erboso