Reggia di Caserta: riapre al pubblico la peschiera grande

Nel giorno dell'Epifania riapre la Peschiera Grande nella Reggia di Caserta. Il commento della direttrice Maffei.

Reggia di Caserta: riapre al pubblico la peschiera grande

A partire dal giorno della Befana i visitatori della Reggia di Caserta hanno letteralmente una epifania ovvero una visione completa e una comprensione profonda della peschiera grande nel bosco vecchio. Dopo anni difficili segnati da battaglie legali, grazie al sapiente intervento di restauro della ditta incaricata, ritorna visitabile questo piccolo grande gioiello architettico, realizzato dall’architetto Francesco Collecini, a partire dal 1762, su disegno di Luigi Vanvitelli. Il bacino fu costruito da schiavi e condannati ai lavori forzati, soprattutto pirati di mare. Così come la Castelluccia, la peschiera fu luogo di otium e divertissement: il giovane re Ferdinando IV di Borbone simulava imponenti naumachie (battaglie navali) e a capo di una piccola flotta guidava assalti giocosi con barche armate, utilizzando anche cannoni e mortaretti. Inoltre, Ferdinando come suo padre Carlo, era un appassionato di pesca, nella peschiera si allevavano trote, carpe, carpioni, cefali e anguille, i pesci erano tutti  destinati ai luculliani banchetti reali. 

Oggi si può godere a pieno non solo di uno specchio d’acqua artificiale, ma anche di un percorso architettonico e paesaggistico capace di far interagire acqua, architettura e verde come parti inscindibili di un unico disegno. Si può quindi ammirare la bellezza estetica del luogo ma soprattutto si è recuperata l’identità storica di un sito che negli anni ha subito pesantemente degrado e incuria. Ed ecco che possiamo immaginare Ferdinando che dispone le navi, spara, colpisce, affonda gli avversari e soprattutto si diverte un mondo.  

 «La Peschiera grande – dice il Direttore della Reggia di Caserta Tiziana Maffei – è, oggi, molto più di un luogo restituito. È il segno visibile di come si possano attraversare le difficoltà senza perdere la direzione. In questi sette anni molti lavori avviati stanno giungendo a compimento, e il senso profondo di questo tempo è stato quello di consolidare, dare struttura, lasciare basi solide per il futuro della Reggia e del suo Parco».

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