I paccheri e la tradizione napoletana
Le origini della pasta e il legame con il folclore
I paccheri sono un tipo di pasta della nostra secolare storia campana. Il nome deriva etimologicamente dal greco antico e vuol dire letteralmente “fatto a mano”. I primi fondatori della greca Partenope definirono così questi grandi maccheroni, realizzati sapientemente a mano con grano duro. Il termine pacchero sarebbe da collegare al “pacchero” del dialetto napoletano o nella lingua italiana la “pacca”, ossia uno schiaffo a mano aperta senza alcun intento ostile o bellicoso. "Schiaffoni" è, non a caso, un nomignolo popolare napoletano per i paccheri. Deriva dallo stesso significato di “pacchero”: un modo sarcastico e affettuoso di chiamare questa pasta legata alla tradizione gastronomica autoctona.
Nato come piatto umile per riempire gli occhi e la pancia dei meno benestanti, era la “pasta dei poveri” perché a buon mercato e generosa agli occhi. Poi con il tempo i paccheri sono accompagnati soprattutto da un ragù napoletano (lasciato a bollire tante ore), diventando il simbolo dei pranzi domenicali. Solo dagli anni Ottanta del XX secolo sono inseriti nei menù dei ristoranti per poi essere esportati prima in Europa e poi negli Stati Uniti come immagine di italianità.
Ma il migliore pacchero è liscio o rigato? La risposta è che dipende dalla ricetta da realizzarsi. Se gradite il pacchero con un sugo corposo o con il pesce del Mediterraneo è preferibile usare un pacchero rigato che trattiene divinamente la corposità del sugo. Qualora invece siate degli estimatori della pasta imbottita, è auspicabile l’utilizzo di un pacchero liscio che valorizzi l’interno cremoso dell’imbottitura.
Il pacchero nella tradizione campana è un emblema di abbondanza, ha il potere di trasmettere una buona fortuna a chi lo mangia, a patto che sia cucinato con la prima salsa dell’anno, fatta con i pomodori raccolti a luglio e conservati meticolosamente in bottiglia per l’inverno. Condire i paccheri con quel sugo è un gesto di buon augurio per l’intera famiglia. Ma attenzione a non far rompere i paccheri altrimenti potrebbe arrivare qualche sciagura.