"A fa' 'e struffoli è uno sfizio, sono il Paradiso"
li struffoli sono il dolce natalizio simbolo della tradizione campana e casertana: scopri storia, origine del nome, ricetta e segreti di famiglia.
Quanto mi piacciono quelle gustose palline fritte al miele!
Piacciono a grandi e piccini e sono uno dei dolci tipici della tradizione casertana. Vediamo insieme gli ingredienti, la ricetta e la storia con qualche piccolo segreto da appuntare sul nostro libro di cucina. Ma partiamo dal termine struffoli, da dove deriva il nome?
L’etimologia del vocabolo è tratto, secondo l’ipotesi più accreditata, dal greco antico “strongoulos” che vuol dire tondeggiante in riferimento alla peculiare forma del dolce. Furono i Greci a portare a Partenope questi deliziosi dolcetti che hanno una storia legata ai fitti rapporti tra la madrepatria e la Magna Grecia.
Gli struffoli sono un dolce tipicamente campano, anche se ci sono diverse varianti regionali e europee, prodotto per secoli nelle case napoletane e nei conventi e rappresentavano nei secoli passati l’unico dolce ad alto tasso glicemico sulle tavole dei napoletani. Perfino Matilde Serao nel romanzo “Il paese di Cuccagna” li cita nel 1891 come “la delizia della folla napoletana a ogni festa”.
Si tratta di un immancabile dolce natalizio costituito da numerose palline di pasta (croccante ma allo stesso tempo morbida) fatte con farina, uova, zucchero, burro e aromi. Uno dei segreti che si tramanda da generazioni è che gli struffoli devono essere piccoli di dimensione perché aumentano di volume una volta fritti in olio bollente o strutto. Importante è anche la fase successiva di asciugatura della frittura e una volta raffreddate le palline vanno caramellate e adornate da abbondante (altro segreto) miele.
Quest’ultimo ingrediente è considerato dalla cultura pagana nettare degli dei ma è anche un elemento cristiano legato alla nascita di Gesù Bambino il cui corpo viene definito nei Vangeli “roccia che dà miele”.
Non è quindi assolutamente un caso il fatto che gli struffoli siano diventati il dolce per antonomasia delle festività natalizie, un dolce abbraccio che unisce ancor di più le famiglie nella preparazione ma soprattutto nella degustazione di questi dolci durante le feste natalizie.
Quindi gli struffoli costituiscono un legame con le generazioni passate e la storia, un vero e proprio bene immateriale dell’Unesco, la loro preparazione diventa un momento quasi sacro, scandito da gesti, segreti e poesie-filastrocche in gergo dialettale che si tramandano di generazione in generazione, come quella che ti proponiamo qui che contiene tutti i passaggi per realizzarli.
E poi si possono mangiare durante tutte le feste perché mantengono intatto il loro sapore per giorni semplicemente a temperatura ambiente. Ma non credono durino troppi giorni, sono troppo buoni!
A fa ‘e struffoli è nu sfizio
Cumminciamm dall’inizio:
faje na pasta sopraffina,
e po’ tagliala a palline,
cu na bona nfarinata.
Dopp’a frje. Già t’e stancate?
Chest è a parte chiù importante!
Mò ce vo’: miele abbondante
e na granda cucuzzata
(a cocozza nzuccherata).
N’è fernuto ancora, aspiette!
S’anna mettere ‘e cunfiette:
aggrazziate, piccerille,
culurate: ‘e diavulille…
Ma qua nfierno, è Paraviso!
Iamme, falle nu’ surriso!
Comme dice? “Mamma mia,
stanne troppi ccalurie
so’ pesante, fanno male?”
Si va buò,ma è Natale!
Ingredienti
- Farina 500 grammi
- Zucchero 200 grammi
- Miele 200 grammi
- Un cucchiaio di burro
- 4 uova intere
- 1 bicchierino di anice o strega
- 1 cucchiaino di cannella o vaniglia (se preferito)
- Scorza di limone grattugiato, preferibilmente biologico
- Per guarnire al finale: mandorle o nocciole frantumate, ciliegie, arancia candita, zuccherini variopinti o confettini.